Percorsi
AREE DI INTERVENTO
UNA MAPPA ESSENZIALE
Punti chiave e segnali, cosa c’è sotto, quali direzioni sono più utili di altre e quando è il momento di chiedere aiuto.
Scegli come fare Terapia
Online o presenza
Da quando mi contatti alla prima seduta, un percorso su misura per assicurarti di essere supportato in ogni passo sulla strada del benessere psicologico.
F.A.Q.
Come funziona il primo colloquio?
Il primo incontro serve a mettere a fuoco la tua richiesta, il contesto e ciò che sta accadendo oggi. Non è un “test” e non è un giudizio: è un colloquio di orientamento clinico. Alla fine decidiamo insieme se ha senso proseguire e con quale impostazione.
Quanto dura una seduta?
Di norma dai 50 ai 60 minuti.
Quanto dura un percorso?
Non si puà definire a priori in modo rigido. Alcune richieste si risolvono con un lavoro breve e focalizzato; altre richiedono più tempo. In genere facciamo verifiche periodiche per capire se il lavoro sta funzionando e in che direzione proseguire.
Devo raccontare tutta la mia vita?
No. La storia personale entra quando è utile a capire ciò che accade oggi. Si procede per gradi, senza forzature, seguendo ciò che serve davvero al percorso.
Sono minorenne e vorrei fare terapia
Questo è il posto giusto, però serve il consenso dei genitori o di chi esercita la tutela. In genere concordiamo anche un patto chiaro di riservatezza: lo spazio dell’adolescente viene tutelato, e con i genitori si condividono elementi generali utili al percorso, senza “raccontare la seduta” e mantenendo il massimo riserbo.
Come capiamo se la terapia sta funzionando?
Non solo “a sensazione”. Lo valutiamo in modo concreto: sintomi meno intrusivi, maggiore stabilità emotiva, scelte più libere, relazioni meno ripetitive, più continuità nella vita quotidiana. Periodicamente facciamo il punto per verificare direzione e utilità del lavoro.
Ogni quanto ci si vede?
La frequenza per una psicoterapia è di norma settimanale. Bisettimanale se lavoriamo per fornire sostegno psicologico. Si concorda in base al momento che attraversi, agli obiettivi e alla sostenibilità del percorso.
Cosa succede in seduta?
Niente di sconvolgente, lavoriamo su emozioni, pensieri, relazioni e situazioni concrete. A volte si chiarisce, a volte si ricostruisce un senso, a volte si lavora su un punto specifico che si ripete. L’obiettivo è trasformare ciò che pesa in comprensione e scelte più libere.
Online o in presenza: cosa cambia?
Entrambe le modalità possono funzionare bene. La differenza principale è nel contesto: privacy, spazio, stabilità della connessione. Se lavoriamo online, concordiamo un setting riservato e stabile, come in studio.
È meglio una psicoterapia cognitivo-comportamentale o psicodinamica?
Dipende dalla persona, dal problema, dal momento di vita e da ciò che serve davvero in quel contesto. In alcune situazioni un lavoro cognitivo-comportamentale può essere molto efficace; in altre può essere più indicato un approccio sistemico-relazionale; in altre ancora un lavoro psicodinamico. Più che di “metodi” rigidi, è più corretto parlare di cornici che guidano la comprensione e gli interventi. In questo senso il mio approccio integrato permette di usare prassi e tecniche utili al caso specifico, senza ideologie o preconcetti.





