Come Lavoro

PSICOTERAPIA PSICODINAMICA INTEGRATA

Anni di esperienza
0 +
Sessioni di supervisione clinica
0
Ore di formazione professionale
0
Tempo massimo di risposta
0 h
Studi in città diverse
0

F.A.Q.

Come funziona il primo colloquio?

Il primo incontro serve a mettere a fuoco la tua richiesta, il contesto e ciò che sta accadendo oggi. Non è un “test” e non è un giudizio: è un colloquio di orientamento clinico. Alla fine decidiamo insieme se ha senso proseguire e con quale impostazione.

Quanto dura una seduta?

Di norma dai 50 ai 60 minuti.

Quanto dura un percorso?

Non si puà definire a priori in modo rigido. Alcune richieste si risolvono con un lavoro breve e focalizzato; altre richiedono più tempo. In genere facciamo verifiche periodiche per capire se il lavoro sta funzionando e in che direzione proseguire.

Devo raccontare tutta la mia vita?

No. La storia personale entra quando è utile a capire ciò che accade oggi. Si procede per gradi, senza forzature, seguendo ciò che serve davvero al percorso.

Sono minorenne e vorrei fare terapia

Questo è il posto giusto, però serve il consenso dei genitori o di chi esercita la tutela. In genere concordiamo anche un patto chiaro di riservatezza: lo spazio dell’adolescente viene tutelato, e con i genitori si condividono elementi generali utili al percorso, senza “raccontare la seduta” e mantenendo il massimo riserbo.

Come capiamo se la terapia sta funzionando?

Non solo “a sensazione”. Lo valutiamo in modo concreto: sintomi meno intrusivi, maggiore stabilità emotiva, scelte più libere, relazioni meno ripetitive, più continuità nella vita quotidiana. Periodicamente facciamo il punto per verificare direzione e utilità del lavoro.

Ogni quanto ci si vede?

La frequenza per una psicoterapia è di norma settimanale.  Bisettimanale se lavoriamo per fornire sostegno psicologico. Si concorda in base al momento che attraversi, agli obiettivi e alla sostenibilità del percorso.

Cosa succede in seduta?

Niente di sconvolgente, lavoriamo su emozioni, pensieri, relazioni e situazioni concrete. A volte si chiarisce, a volte si ricostruisce un senso, a volte si lavora su un punto specifico che si ripete. L’obiettivo è trasformare ciò che pesa in comprensione e scelte più libere.

Online o in presenza: cosa cambia?

Entrambe le modalità possono funzionare bene. La differenza principale è nel contesto: privacy, spazio, stabilità della connessione. Se lavoriamo online, concordiamo un setting riservato e stabile, come in studio.

È meglio una psicoterapia cognitivo-comportamentale o psicodinamica?

Dipende dalla persona, dal problema, dal momento di vita e da ciò che serve davvero in quel contesto. In alcune situazioni un lavoro cognitivo-comportamentale può essere molto efficace; in altre può essere più indicato un approccio sistemico-relazionale; in altre ancora un lavoro psicodinamico. Più che di “metodi” rigidi, è più corretto parlare di cornici che guidano la comprensione e gli interventi. In questo senso il mio approccio integrato permette di usare prassi e tecniche utili al caso specifico, senza ideologie o preconcetti.